Covid-19

Non è fuori luogo affermare che questo periodo rappresenta la fine di un mondo così come lo conosciamo.

La domanda che dobbiamo porci non è se questo mondo cambierà, bensì come e quanto cambierà. Questa pandemia avrà effetti per ogni aspetto della nostra vita ed è molto probabile che questi cambiamenti diverranno permanenti.

Concetti come telelavoro (home working) e lavoro agile (smart working) sono entrati nel nostro vocabolario quotidiano ed entrambi (non sono infatti sinonimi e sono regolati da leggi e regolamentazioni differenti) saranno volani per lavorare in maniera differente, forse più piacevole, ma sicuramente più produttiva.

Corona virus ci spinge senza troppa gentilezza con barriere sociali e culturali ad utilizzare queste nuove tecnologie e chi non si adatta è perso.

Prima di Covid-19 il lavoro remoto era qualcosa che molti lavoratori conoscevano e desideravano ma concesso solo a pochi, al massimo per uno o due giorni alla settimana o al mese. Adesso sembra che tutti lo possano fare, perché è l'unica soluzione che permette la sopravvivenza di molte strutture e attività commerciali. Ci si rende conto che molti incontri faccia a faccia e trasferte di lavoro possono essere degnamente sostituiti da video-conferenze e demo online.

Molte attività commerciali erano riluttanti ad organizzarsi per il lavoro remoto, e non poche con infrastrutture informatiche risalenti agli anno 90, reti locali tra PC, utilizzati come macchine da scrivere, con il solo beneficio della posta elettronica.

Oggi, di necessità virtù, si opera come si può con i mezzi a disposizione, con tante mail e senza una visione generale di quanto si può realizzare con il cloud (che può essere pubblico o privato), con un'ottica più moderna, che stravolgerà ben presto il mondo del lavoro per gran parte del terziario.

Meno metri quadrati, meno sale di conferenza, meno trasferte giornaliere per clienti e professionisti, meno inquinamento e soprattutto meno tempo perso incolonnati e fermi, con il telefonino bollente.

Molti, soprattutto in Italia, non hanno desiderato o potuto usufruire delle tecnologie informatiche e di comunicazione per lavorare diversamente e sono rimasti ancorati alle loro certezze e abitudini e per questo motivo hanno perso il treno in stazione.

Questo è il momento che permette di cogliere l'ultima opportunità per prendere l'ultimo treno per il futuro perché, volenti o obtorto collo, il distanziamento sociale e le trasferte giornaliere dei pendolari saranno solo un ricordo da trasmettere ai nipoti.

In effetti ci si può lecitamente chiedere perché ci si reca ogni mattina al posto di lavoro, pigiandosi come sardine nei mezzi pubblici oppure inquinando con mezzi privati, con costi di tempo e denaro che si potrebbero tranquillamente evitare, con evidente miglioramento della qualità di vita.

OfficeNetPoint è nato nel 2015 proprio per il telelavoro, per realizzare l'ufficio virtuale, dove i documenti sono tutti PDF, nascono e rimangono come tali e in tutte le versioni storiche, senza spreco di carta, sempre aggiornati all'ultima versione, quindi niente più duplicazione di documenti, circolari e note.

Ma non solo, perché è anche un gestionale molto performante e adattabile, con i suoi moduli di comunicazione interna, di AI nella contabilità (che scopre da sola gli errori più frequenti) e la completa integrazione con Microsoft Office 365.

La piattaforma informa automaticamente gli utenti sull'esistenza di un documento, quando e dove serve e l'ufficio diventa il proprio PC o Tablet collegato ad Internet con tutti i dossier elettronici e l'archivio in condivisione.

Covid-19 ci farà capire che un'ora per recarsi al lavoro ed una per rientrare rappresentano dieci ore settimanali, un quarto del tempo di lavoro settimanale, più di una giornata alla settimana.

Non sarebbe meglio lavorare per quattro giorni e dedicarsi a sport o attività cuturali la quinta, senza perdita di produttività e reddito?

Non vi do la risposta, sta a voi scegliere se salire sul treno o rimanere in stazione.

 

FMC